PREVENZIONE DEL TUMORE ALLA MAMMELLA

SE.FA.MO.Informazioni Mediche

La migliore strategia per sconfiggere il tumore della mammella è cercarlo in fase preclinica cioè quando ancora non si manifesta con segni clinici quali la presenza di noduli e la retrazione della cute. Il radiologo dedicato alla disciplina senologica deve gestire attraverso un percorso metodologico anche personalizzato, le risorse tecnologiche che vengono messe a disposizione per trarne i massimi risultati in termini di diagnosi precoce, scoprire in tempo il tumore consente di sottoporsi a terapie mediche e chirurgiche sempre meno invasive che rispettano la qualità di vita.

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Riassumiamo quali sono le misure più adeguate per tutelarsi:

  • Autopalpazione: si consiglia l’autopalpazione al seno come primo strumento diagnostico a partire dai 20 anni, da eseguire ogni mese circa 7 giorni dopo il ciclo.
  • Mammografia ed Ecografia : è vivamente consigliato di sottoporsi all’esame clinico-strumentale delle mammelle dai 30-40 anni personalizzando il percorso diagnostico in base alle caratteristiche del pattern mammario e dei fattori di rischio. La mammella radiologicamente è costituita da zone a diversa densità e la difficoltà diagnostica consiste nel riconoscere alterazioni patologiche che presentano differenze di contrasto a volte troppo basse rispetto ai tessuti circostanti.
La mammografia “vede” molto ma non tutto, se è vero che i tumori che si manifestano con la comparsa di calcificazioni e distorsioni della normale struttura ghiandolare sono ben evidenti con questa metodica, gli aspetti nodulari nella mammella densa (bianca per intendersi) vengono recuperati con l’impiego dell’ecografia.
Si deve quindi sempre completare l’esame mammografico con l’ecografia, in relazione alle caratteristiche intrinseche alla struttura mammaria precedendo queste indagini con la visita senologica; quest’ultima risulta fondamentale sia per raccogliere i dati anamnestici relativi alla familiarità, all’assunzione di terapie ormonali e ad eventuali pregresse patologie sia per guidare il radiologo in area di maggiore consistenza della mammella che può essere esplorata con indagini strumentali appropriate. L’imaging diagnostico della mammella prevede inoltre la possibilità di integrare le informazioni acquisite con esame clinico-strumentale con la Risonanza Magnetica da eseguire con e senza mezzo di contrasto.
Si tratta di un esame complementare alle tecniche tradizionali (mammografia ed ecografia) che per la sua elevata sensibilità diagnostica presenta delle precise indicazioni definite dal radiologo dopo averne valutato l’effettiva utilità.
Conosciamo le ansie di chi si deve sottoporre ad un percorso diagnostico a volte ancora troppo lungo che non facilità una immediata soluzione del problema. Il medico di medicina generale gioca un ruolo importante essendo l’anello di congiunzione tra l’utente e i vari specialisti con diverse competenze in ambito diagnostico e terapeutico.
Ricordiamoci che la maggior parte delle donne sono sane e la comparsa di un nodulo in età premenopausale ha ancora molte possibilità di essere benigno. Il radiologo ha un ruolo centrale nella fase diagnostica e questo consente di inviare al chirurgo solo chi necessita d’intervento, rassicurando chi non ne ha bisogno con un enorme vantaggio in termini di immediata serenità.
Le clienti che giungono nel nostro poliambulatorio, vengono inserite in un percorso di prevenzione che prevede l’esame clinico-strumentale delle mammelle (visita, mammografia ed ecografia) ed eventuali approfondimenti diagnostici con procedure interventistiche sotto guida ecografica e tipizzazione cito/istologica del prelievi. In presenza di lesione patologica vengono poi inviate in un centro multidisciplinare per le adeguate terapie, seguendone il loro inserimento fino alla valutazione onco/chirurgica.