Blocco renale: cos’è, come si manifesta e come prevenirlo

blocco renale sefamo

Un improvviso malfunzionamento dei reni può trasformarsi in una vera e propria emergenza medica: l’insufficienza renale acuta (IRA).

L’Insufficienza Renale Acuta è una patologia con incidenza in aumento negli ultimi anni e per quanto i reni siano in grado di recuperare la loro funzione, totalmente o parzialmente, è frequentemente accompagnata ad elevata mortalità e disabilità residua.

Scopriamo insieme cos’è il “blocco renale”, come si manifesta, quali sono le prospettive di guarigione e quanto sia importante una diagnosi precoce.


Cosa si intende per “blocco renale”

Il blocco renale, noto anche come insufficienza renale acuta o lesione renale acuta, è una condizione in cui i reni smettono in un breve arco di tempo di funzionare correttamente.

A differenza dell’insufficienza renale cronica, che è un declino graduale della funzione renale nel corso di mesi o anni ed è spesso il risultato di condizioni patologiche protratte nel tempo, come il diabete o l’ipertensione, il “blocco dei reni” è un peggioramento rapido che avviene nell’arco di ore, giorni o poche settimane.

In questa condizione, i reni non sono più in grado di filtrare adeguatamente i prodotti di scarto e l’eccesso di liquidi dal sangue. Ciò porta ad un accumulo di sostanze azotate, creatinina e tossine uremiche e causa uno sbilanciamento degli equilibri idro-elettrolitici e acido-base nell’organismo.

L’insufficienza renale acuta interessa entrambi i reni: se un solo rene è danneggiato, l’altro è spesso in grado di mantenere la funzionalità dell’intero sistema.


Cause, incidenza e mortalità

Le principali cause del blocco renale possono essere raggruppate in tre macro categorie, che definiscono l’area in cui origina l’anomalia scatenante: pre-renali, renali e post-renali.

  • Le cause pre-renali riguardano le condizioni che riducono l’afflusso di sangue ai reni: gravi perdite di sangue, emorragie, disidratazione importante, traumi e lesioni fisiche, shock insufficienza cardiaca;
  • Le cause renali comprendono le condizioni che danneggiano direttamente i reni: infezioni e infiammazioni delle vie urinarie, esposizione a farmaci, chemioterapici o sostanze nefrotossiche, infezioni generalizzate che provochino uno stato settico, complicanze legate a interventi chirurgici, disfunzioni epatiche;
  • Le cause post-renali sono dovute alle ostruzioni delle vie urinarie, di entrambi gli ureteri o della vescica che bloccano il deflusso dell’urina dai reni, tra cui calcoli o tumori.

I soggetti più a rischio di sviluppare un blocco renale sono gli anziani, a causa della fisiologica riduzione della riserva funzionale renale e alla presenza di comorbidità; ma anche i pazienti diabetici o con patologie renali pregresse, con malattie cardiovascolari o in terapia con farmaci potenzialmente dannosi per i reni sono facilmente soggetti a rischio.

L’incidenza dell’insufficienza renale acuta è elevata soprattutto tra gli anziani. Dati recenti sono concordi nel sottolineare come l’insufficienza renale acuta coinvolga circa l’8-16% della popolazione ricoverata e circa il 25% dei pazienti ospedalizzati con più di 65 anni.

A seconda del contesto e della gravità, l’Insufficienza Renale Acuta è ancora oggi gravata da elevati tassi di mortalità che, nei soggetti anziani o nei ricoverati in terapia intensiva, variano dal 17.5% al 42.9%. Diagnosi e cure tempestive sono quindi determinanti per evitare le complicazioni più gravi.


Sintomi e complicazioni

Il “blocco renale” può manifestarsi inizialmente con sintomi piuttosto vaghi, come l’aumento di peso e il gonfiore di gambe, caviglie, piedi e viso, a causa della ritenzione di liquidi e/o con una diminuzione (oliguria) o dall’assenza di produzione di urina (anuria).

Man mano che la condizione peggiora possono comparire sintomi più gravi:

  • nausea e/o vomito, mancanza di appetito;
  • stanchezza estrema;
  • fiato corto e difficoltà respiratorie per ritenzione di acqua nei polmoni e quadro di edema polmonare;
  • ipertensione e alterazione del ritmo cardiaco;
  • anemia;
  • crisi ipertensive e mal di testa;
  • prurito;
  • urine torbide, scure o con sangue.

È pertanto importante prestare attenzione a questi segnali premonitori, soprattutto nei soggetti a più a rischio (anziani, cardiopatici e diabetici). L’insufficienza renale acuta può portare a gravi conseguenze potenzialmente fatali, legate a:

  • squilibri elettrolitici e acidosi metabolica;
  • iperkaliemia con conseguenti disturbi cardiologici;
  • sovraccarico di liquidi con possibile edema polmonare;
  • pericardite e problemi di coagulazione del sangue.
  • confusione mentale fino al coma nei casi più gravi.

L’accumulo delle tossine normalmente rimosse dai reni può inoltre danneggiare diversi organi e interi sistemi, aumentando il rischio di eventi avversi gravi. Una gestione tempestiva del blocco renale è dunque cruciale per prevenire o limitare le complicanze più pericolose.


Diagnosi e trattamento

La diagnosi di insufficienza renale acuta si basa inizialmente sull’esame obiettivo e sulle analisi del sangue, che rilevano un aumento dei livelli di azotemia e creatinina.

In particolare, determinati valori di creatinina sierica in uomini (di > 1,2 mg/dL) e donne (di > 1 mg/dL) possono essere i primi segnali di allarme che indicano una funzionalità alterata dei reni: il loro rapido e progressivo aumento in esami ripetuti indica una condizione di danno renale acuto.

Allo stesso modo, una rapida riduzione della quantità di urina prodotta nella giornata deve far scattare una particolare attenzione: si parla di oliguria se la quantità prodotta è < a 0.5 ml/kg/h per 6 ore, e in genere si considera una produzione di urina <400 ml/die.

Tra gli esami da eseguire per diagnosticare un danno renale, troviamo:

  • l’analisi delle urine per controllare la presenza di proteine, sangue o cristalli: un esame delle urine con misura dell’escrezione di sodio e osmolalità aiuta a distinguere le cause pre-renali, renali o post-renali del danno.
  • emocromo per escludere l’anemizzazione;
  • esame del potassio per escludere iper o ipo potassiemia.

Infine, esami di imaging come l’ecografia renale possono identificare calcoli, ostruzioni o altre anomalie strutturali dei reni. Solo in casi selezionati può essere prescritta una biopsia renale.

Il trattamento del “blocco renale”, che quasi sempre richiede il ricovero ospedaliero, varia a seconda della gravità e della causa sottostante da risolvere. I reni hanno la capacità di recuperare la loro funzione, totalmente o parzialmente se il danno è limitato: non possono invece recuperare se il danno è particolarmente grave.

Nei casi più lievi, può essere sufficiente una terapia di supporto con reidratazione endovenosa e sospensione di eventuali sostanze e farmaci nefrotossici, per il riequilibrio idrosalino e acido base. Nei casi più gravi possono essere necessarie misure più aggressive, come la dialisi temporanea o prolungata qualora non si abbia il recupero della funzione renale.


Prevenzione e salute dei reni

La prevenzione e la diagnosi precoce rivestono un ruolo fondamentale nella gestione del blocco renale: eseguire regolarmente gli esami del sangue e misurare la pressione permettono di identificare precocemente i segni di un iniziale danno renale e di intervenire tempestivamente.

La salute dei reni viene preservata anche seguendo un’alimentazione equilibrata con un adeguato apporto di liquidi, svolgendo costante attività fisica, mantenendo un corretto controllo del peso ed eliminando i fattori di rischio come il fumo.

Lo screening periodico di esami mirati e controlli pressori frequenti sono indicati per tutti, ma soprattutto per le persone anziane, che sono a maggior rischio di sviluppare l’insufficienza renale acuta o di peggiorare acutamente una condizione di insufficienza renale cronica.

In questo contesto, centri medici specializzati come SE.FA.MO. offrono servizi di nefrologia d’eccellenza, con personale altamente qualificato e moderne tecnologie diagnostiche: oltre ad approfonditi check-up del sangue e delle urine per valutare lo stato di salute dei reni, è possibile affidarsi ai nostri specialisti nefrologi per diagnosi e follow-up di malattie renali.

Anche per la funzione renale la prevenzione rimane l’arma più efficace, per evitare un peggioramento acuto o la progressione di un danno renale preesistente.

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