Sindrome metabolica: sintomi, cause, prevenzione e diagnosi

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La sindrome metabolica è una condizione clinica estremamente diffusa, che se trascurata può portare a complicanze potenzialmente fatali. Scopriamo di cosa si tratta, quali sono i sintomi e le cause associate, come fare la giusta prevenzione e come ottenere la diagnosi.


Cos’è la sindrome metabolica

Per definizione, la sindrome metabolica è una condizione clinica caratterizzata dalla presenza contemporanea di più fattori di rischio metabolici e cardiovascolari, in particolare:

  • l’obesità viscerale,
  • l’ipertensione arteriosa,
  • l’alterata glicemia a digiuno o l’insulino-resistenza,
  • la dislipidemia (alterazione dei livelli ematici di colesterolo e trigliceridi).

La compresenza di questi fattori, legati spesso a uno stile di vita inadeguato, accresce significativamente il rischio di sviluppare varie patologie croniche come il diabete, la gotta, disturbi cardiovascolari o renali, malattie epatiche, peggiorando la qualità di vita e aumentando il tasso di mortalità di chi ne è affetto.

Nonostante il nome possa trarre in inganno, la sindrome metabolica non è una malattia in sé e per sé ma piuttosto un insieme di vari fattori di rischio e disordini del metabolismo, che possono provocare l’insorgenza di gravi complicazioni se non gestiti correttamente.

La sindrome metabolica è un serio problema di salute pubblica, in continua espansione: si stima che circa 1/5 della popolazione adulta globale presenti i fattori di rischio associati, con un’incidenza maggiore negli over 50 e una tendenza preoccupante in bambini e adolescenti.


Disfunzione o patologia metabolica?

Il confine tra disturbo o disfunzione metabolica con patologia o malattia metabolica può essere molto labile, tanto che clinicamente non sempre c’è una netta distinzione tra i termini.

Ma per comprendere cos’è la sindrome metabolica, possiamo spiegare in modo più “semplicistico” che esistono alterazioni reversibili del metabolismo, causate da fattori di rischio modificabili, e malattie metaboliche non reversibili, spesso di origine genetica o ereditaria.

Alcuni esempi di condizioni metaboliche irreversibili sono la fenilchetonuria o la galattosemia, mentre la sindrome metabolica è un problema metabolico reversibile: insorge da uno stile di vita scorretto e, in quanto tale, è migliorabile facendo leva sui fattori di rischio modificabili.

Nonostante la reversibilità della condizione, la sindrome metabolica può evolvere in gravi complicazioni se non viene adeguatamente trattata; le malattie ereditarie del metabolismo sono invece patologie croniche e congenite, che necessitano di screening e cure adeguate.


Sintomi e complicazioni associate

La sindrome metabolica spesso non causa sintomi evidenti nelle prime fasi: i singoli fattori di rischio che la compongono possono dar luogo a manifestazioni cliniche poco chiare. Alcuni campanelli d’allarme da non sottovalutare, assieme ai fattori predisponenti, sono mal di testa o vertigini, secchezza delle fauci, urine frequenti e forte sete.

Nel tempo però, l’interazione sinergica della sindrome metabolica (obesità, insulino-resistenza, ipertensione e dislipidemia) espone la persona ad un elevato rischio di complicazioni quali:

  • Diabete di tipo 2: l’iperglicemia e l’iperinsulinemia conducono progressivamente ad un danneggiamento delle cellule beta pancreatiche, predisponendo all’insorgenza della malattia;
  • Steatoepatite non alcolica e cirrosi epatica: l’eccesso di adipe addominale comporta un accumulo eccessivo di trigliceridi e tossine nel fegato, che non riescono ad essere smaltiti;
  • Cardiopatia ischemica, infarto miocardico e ictus cerebrale: ipertensione e dislipidemia costituiscono fattori di rischio significativi per numerose malattie di origine cardiovascolare;
  • Insufficienza renale cronica, apnea notturna, ovaio policistico e disfunzione erettile.

Se trascurata, la sindrome metabolica può dunque comportare delle complicanze dai sintomi molto gravi ed impattare pesantemente sulla qualità e sull’aspettativa di vita del paziente.


Fattori di rischio e prevenzione

La sindrome metabolica è una condizione fortemente correlata a sovrappeso, obesità e adipe addominale in eccesso: le cause precise non sono ancora completamente chiare, ma la predisposizione genetica e lo stile di vita giocano sicuramente un ruolo fondamentale.

L’accumulo di grasso viscerale altera il metabolismo del glucosio e dei lipidi, ma anche l’età avanzata, la sedentarietà e una dieta sbagliata costituiscono fattori di rischio significativi.

Per questo motivo, prevenzione e cura della sindrome metabolica si basano principalmente sul miglioramento dello stile di vita, in primis sulla riduzione del peso: un calo ponderale del 10% può essere già sufficiente per invertire la sindrome e migliorare il profilo metabolico.

Oltre al dimagrimento e alla dieta ipocalorica, anche l’esercizio fisico regolare ha un’enorme importanza: un’attività medio intensa di almeno 30 minuti al giorno apporta numerosi benefici cardiovascolari e metabolici, in particolare se abbinata ad un’alimentazione corretta.

Un’adeguata gestione dei fattori predisponenti della sindrome metabolica si traduce in una drastica riduzione delle complicanze e in un miglioramento sostanziale del benessere.


Criteri diagnostici ed esami

Lo screening per la sindrome metabolica è cruciale: anamnesi familiare, misurazione della circonferenza vita e misurazione della pressione arteriosa fanno parte degli esami di routine.

Se i pazienti con anamnesi familiare positiva per diabete mellito di tipo 2, in particolare con età ≥ 40 anni, hanno una circonferenza della vita superiore a quanto raccomandato per la loro razza e il sesso, si devono determinare la glicemia plasmatica a digiuno (FPG) e il profilo lipidico.

La diagnosi della sindrome metabolica si basa su alcune linee guida globalmente condivise e definite a livello internazionale da istituti specializzati, quali l’OMS, la IDF e il NCEP-ATP III.

I principali criteri diagnostici per la sindrome metabolica prevedono:

  • Circonferenza della vita maggiore o uguale a 102 cm negli uomini, 88 cm nelle donne;
  • Pressione arteriosa maggiore o uguale a 130/85 mmHg;
  • Glicemia nel sangue a digiuno maggiore o uguale a 100 mg/dl;
  • Trigliceridi nel sangue a digiuno maggiore o uguale a 150 mg/dl;
  • Colesterolo “buono” HDL minore o uguale a 40 mg/dl negli uomini, 50 mg/dl nelle donne.

Almeno 3 criteri devono essere presenti per confermare la sindrome metabolica, attraverso la misurazione della vita, la rilevazione della pressione e l’esecuzione di un esame del sangue.

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Esami del sangue regolari sono determinanti per intervenire adeguatamente sulla sindrome metabolica, per contrastare l’insorgenza di complicanze e per ritrovare il proprio benessere.

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