In Italia il tumore al seno è la neoplasia più diagnosticata nelle donne: oltre 50.000 nuovi casi ogni anno, pari al 30% di tutte le diagnosi. Eppure la mortalità è in costante calo, grazie a diagnosi precoci e all’innovazione terapeutica. Conoscere i fattori di rischio, riconoscere i segnali e sottoporsi a screening senologici regolari può fare una differenza concreta sulla prognosi.
Indice dell'articolo
Cos’è il tumore al seno: definizione e incidenza
Il carcinoma mammario è una proliferazione incontrollata di cellule all’interno del tessuto mammario, che forma una massa in grado di invadere il tessuto sano adiacente o, nei casi più gravi, dare origine a metastasi. Nelle fasi iniziali spesso non si avvertono sintomi: il nodulo viene rilevato solo a uno stadio più avanzato, da cui l’importanza dei controlli senologici.
Nonostante l’incidenza mostri una leggera crescita, soprattutto nelle donne under 40, la mortalità per il tumore al seno è diminuita del 6% tra il 2015 e il 2020: un risultato direttamente legato all’efficacia della prevenzione secondaria e delle nuove terapie.
Classificazioni e tipi di neoplasia mammaria
Le cellule neoplastiche si sviluppano più facilmente nei dotti galattofori (carcinoma duttale), nelle ghiandole o nei lobuli mammari (carcinoma lobulare), e molto raramente nel tessuto adiposo (sarcoma). La distinzione fondamentale è tra:
- Carcinoma in situ: il tumore rimane confinato nel tessuto di origine, senza diffondersi; non forma noduli palpabili e viene identificato principalmente con la mammografia (il caso più comune è il carcinoma duttale in situ).
- Carcinoma invasivo: il tumore può propagarsi oltre la mammella, raggiungendo altri organi attraverso i linfonodi ascellari o sovraclaveari; la forma più diffusa (3 casi su 4) è il carcinoma duttale infiltrante, classificato in 5 stadi di avanzamento.
La caratterizzazione del profilo tumorale in base ai recettori (ormonali, HER2 o triplo negativo) è cruciale per definire la strategia terapeutica. Per approfondire, leggi le FAQ in fondo all’articolo.
Cause e fattori di rischio del tumore al seno
Il rischio di insorgenza è determinato da cause multifattoriali, di cui alcune non modificabili:
- Età: la maggior parte delle diagnosi avviene in donne over 50, quando il tessuto mammario tende ad atrofizzarsi e diventare più suscettibile;
- Familiarità: le mutazioni ereditarie nei geni BRCA1 e BRCA2 aumentano il rischio di carcinoma mammario e ovarico (circa il 5-7% dei casi ha una base familiare);
- Esposizione ormonale: un menarca precoce (prima dei 12 anni) o una menopausa tardiva (dopo i 55 anni) prolungano la stimolazione estrogenica sul tessuto mammario.
Altri fattori sono modificabili, su cui è possibile agire concretamente per ridurre il rischio:
- Dieta ricca di grassi saturi animali e povera di fibre
→ preferire cereali, frutta, verdura, legumi e grassi insaturi; - Sedentarietà e obesità, soprattutto in menopausa
→ praticare attività fisica regolare e mantenere un peso nella norma; - Terapie ormonali, contraccettivi orali o trattamenti combinati per la menopausa
→ valutarne l’uso con il proprio medico curante; - Consumo di alcol, che aumenta gli estrogeni circolanti;
- Fumo di sigaretta, che peggiora l’infiammazione sistemica;
- Mancato allattamento al seno, che riduce il rischio di carcinoma mammario.
Attenzione: nessuna di queste abitudini azzera il rischio, ma agire su più fronti contemporaneamente incide in modo concreto sulla probabilità di sviluppare la malattia.
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Autopalpazione del seno: come eseguirla correttamente
L’autopalpazione del seno pone l’attenzione ad alcuni segnali per intercettare precocemente eventuali noduli o indurimenti. Va eseguita con regolarità dopo la pubertà, preferibilmente qualche giorno dopo il ciclo mestruale. Ecco alcuni consigli pratici:
- Osservazione allo specchio: verificare eventuali alterazioni nella forma, nell’aspetto della cute o nella posizione del capezzolo (es. secrezioni, rossore);
- Palpazione: con una mano dietro la nuca, usare la mano opposta per esplorare il seno con movimento circolare dall’esterno verso il centro, poi in linea retta in entrambe le direzioni;
- Copertura completa: esaminare tutta la mammella, dal solco sottomammario all’areola includendo il cavo ascellare, sia in piedi che in posizione supina.
Qualsiasi nodulo, indurimento o cambiamento va sempre sottoposto a valutazione medica: l’autopalpazione deve integrarsi agli esami di screening periodici e non sostituirli.
Screening per il tumore al seno: quali esami fare e quando
La prevenzione secondaria si basa su esami diagnostici che individuano possibili neoplasie prima che si manifestino sintomi: secondo le informazioni dell’AIRC, gli screening regolari riducono la mortalità del cancro al seno fino al 40%. Gli strumenti principali sono:
- Mammografia: esame di primo livello, consigliato con cadenza annuale o biennale in base al profilo di rischio individuale; in particolare la mammografia 3D con tomosintesi fornisce immagini ad alta definizione, riducendo l’effetto di sovrapposizione dei tessuti.
- Ecografia mammaria: esame di secondo livello, a completamento della mammografia; le due tecniche forniscono informazioni diverse (es. la mammografia è più efficace sulle calcificazioni, l’ecografia sulle cisti) ed è indicata in casi specifici (approfondimento di referti dubbi, valutazione dell’estensione della malattia e controllo delle protesi).
- Risonanza magnetica: indicata nelle donne ad alto rischio genetico.
- Visita senologica: esame clinico approfondito da parte di un medico senologo che valuta cute, noduli, linfonodi ascellari e fattori di rischio individuali.
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- Medici specialisti di alto profilo: il Dott. Marcello Semisa (ex Direttore dell’Unità Operativa di Senologia dell’Azienda Ospedaliera di Padova), la Dott.ssa Fabiana Formicola e il Dott. Alessandro Proietti.
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A guidare il servizio di Senologia a Vicenza in SE.FA.MO. sono il Dott. Marcello Semisa e la Dott.ssa Fabiana Formicola, professionisti con formazione accademica di alto livello e specializzazione specifica in diagnostica senologica. Gli esami sono disponibili in regime privato e in convenzione con il SSN, oltre che tramite assicurazioni e fondi sanitari integrativi.
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FAQ sul carcinoma mammario
Il tumore al seno colpisce solo le donne?
No, circa l’1% dei carcinomi mammari si sviluppa negli uomini. La probabilità è più bassa, ma la consapevolezza dei sintomi vale ugualmente.
Cosa sono i recettori HER2 e cosa significa “triplo negativo”?
I tumori HER2-positivi crescono più rapidamente a causa dell’eccesso di questi recettori di membrana. Il carcinoma “triplo negativo” (15-20% dei casi) non presenta né recettori ormonali né HER2: è associato a una diffusione più rapida e a maggior rischio di recidiva. Per questo motivo, la caratterizzazione completa del profilo tumorale è essenziale per scegliere la terapia più adeguata.
Dall’autopalpazione ho trovato un nodulo: cosa devo fare?
Contattare il prima possibile un medico senologo per una valutazione clinica. La maggior parte dei noduli mammari è benigna, ma solo un esame specialistico può escludere una patologia maligna.
A che età iniziare gli esami di screening?
Le linee guida nazionali indicano lo screening mammografico a partire dai 40 anni, con cadenza 12-18 fino a 24 mesi. Per le donne con familiarità o mutazioni BRCA è consigliato iniziare prima (verso i 35 anni) e con maggiore frequenza, in accordo con il medico.
Gli esami senologici sono disponibili in convenzione con il SSN?
Sì. Presso SE.FA.MO. la visita senologica, la mammografia e l’ecografia mammaria sono integrate ed eseguibili sia in regime privato che in convenzione SSN, nonché tramite le principali assicurazioni sanitarie.
