Anemia da carenza di ferro: sintomi, cause, esami diagnostici

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L’affaticamento costante, la mancanza di energia e la debolezza generale possono essere segni di una condizione di anemia, la cui causa più comune è la carenza di ferro. Scopriamo cos’è l’anemia sideropenica e da cos’è provocata, come si manifesta e come diagnosticarla.


Anemia: cos’è e classificazioni

Per definire meglio cos’è l’anemia, facciamo un passo indietro spiegando cos’è l’eritropoiesi, ossia la produzione di globuli rossi che avviene principalmente nel midollo osseo. Durante questo processo, le cellule staminali si moltiplicano e maturano nei globuli rossi, detti anche eritrociti, attraverso vari stadi di differenziamento. Normalmente i globuli rossi maturi sono ricchi di emoglobina, la proteina che lega e trasporta l’ossigeno dai polmoni ai tessuti dell’organismo.

L’anemia, quindi, è una condizione in cui il numero di globuli rossi e i livelli di emoglobina nel sangue risultano inferiori ai valori normali. Non è una malattia in sé, bensì un segno clinico che deriva da un altro disturbo sottostante, da identificare e trattare adeguatamente.

L’origine dell’anemia può essere ricondotta a tre meccanismi fondamentali:

  • Eccessive perdite di sangue: possono verificarsi improvvisamente in caso di traumi, incidenti o interventi chirurgici, oppure possono essere croniche nel tempo.
  • Inadeguata produzione di globuli rossi (eritropoiesi insufficiente): le anemie carenziali si classificano in base alle dimensioni dei globuli rossi circolanti, in microcitiche (globuli rossi piccoli), normocitiche (dimensioni normali) o macrocitiche (grandi).
  • Aumentata distruzione di globuli rossi (emolisi eccessiva): le anemie emolitiche sono più rare, generalmente dovute all’eliminazione prematura (e all’eventuale deformazione) dei globuli rossi, che normalmente hanno un ciclo vitale di 120 giorni.

L’anemia da carenza di ferro, o sideropenica (ma anche iposideremica, ferrocarenziale o ferropenica), fa parte delle anemie carenziali microcitiche, e rappresenta la forma più comune con oltre 2 miliardi di casi al mondo, secondo l’OMS. Questa si sviluppa quando le scorte di ferro, elemento necessario per produrre i globuli rossi, sono ridotte o assenti nell’organismo.


Differenze tra anemia e carenza di ferro

Il ferro è un elemento essenziale per la produzione dell’emoglobina, e viene veicolato in due forme principali: una quota circolante metabolicamente attiva, legata alla proteina transferrina (detta anche sideremia), e una quota immagazzinata principalmente come ferritina nelle riserve corporee del fegato, della milza e del midollo osseo. I livelli di ferritina circolante sono un buon marcatore indiretto per valutare le scorte di ferro a disposizione dell’organismo.

Pertanto, l’anemia sideropenica si verifica quando le riserve di ferritina si esauriscono completamente, a causa di un’eccessiva e prolungata richiesta di ferro rispetto all’apporto totale. In questa situazione, il midollo osseo non è più in grado di produrre un numero sufficiente di globuli rossi maturi e gli eritrociti risultano di dimensioni molto ridotte.

La carenza di ferro, in realtà, rappresenta uno stadio precedente all’insorgenza dell’anemia sideropenica: nelle fasi iniziali l’organismo mette in atto dei meccanismi compensatori, come l’aumento dell’assorbimento intestinale di ferro. Solo quando anche questa riserva funzionale di ferro si esaurisce, la sintesi di nuovi globuli rossi viene compromessa.

Vi sono quindi delle differenze tra la sideropenia e l’anemia vera e propria: nel primo caso i depositi di ferro sono bassi ma l’eritropoiesi può comunque avvenire. Nel secondo caso, invece, sia il numero che l’efficienza dei globuli rossi sono fortemente limitati, a causa dei bassissimi livelli di ferro a disposizione che favoriscono la comparsa dei sintomi anemici.


Cause dell’anemia sideropenica

Come accennato, l’anemia sideropenica può avere diverse cause all’origine che, singolarmente o sommandosi, portano allo sviluppo di una carenza di ferro tale da impedire la normale eritropoiesi. Possiamo elencare tre macro cause principali:

  • Perdite ematiche in vari distretti dell’organismo – nelle donne in età fertile, un flusso mestruale abbondante è spesso responsabile dell’esaurimento delle scorte di ferro; negli altri casi, invece, perdite occulte a livello gastro intestinale o urinario (dovute a patologie come ulcere, neoplasie, emorroidi o ragadi) sono la principale fonte di sideropenia;
  • Condizioni che comportano un maggiore fabbisogno di ferro, come la gravidanza, l’allattamento e le fasi di crescita nell’infanzia e nell’adolescenza. In questi casi, le richieste aumentate di ferro non vengono soddisfatte dalla sola alimentazione;
  • Ridotto assorbimento di ferro a livello intestinale, che può verificarsi in presenza di patologie come la celiachia, la gastrite atrofica cronica, l’infezione da Helicobacter pylori o condizioni di acloridria. Anche alcuni interventi chirurgici (come la gastrectomia parziale o il by-pass intestinale) possono compromettere l’assorbimento del ferro alimentare.

Sintomi principali e conseguenze

Inizialmente, l’anemia da carenza di ferro può manifestarsi con sintomi aspecifici: pallore, debolezza generalizzata, battito cardiaco accelerato, affaticabilità e dispnea da sforzo. Mano a mano che la condizione sideropenica si aggrava, possono comparire altri sintomi quali:

  • Fragilità della cute, dei capelli e delle unghie (se concave, segno di coilonichia);
  • Disturbi orali (infiammazione della lingua, raggrinzimento degli angoli della bocca);
  • Picacismo (un curioso desiderio compulsivo di ingerire sostanze non commestibili).

Se l’anemia sideropenica persiste, i sintomi tendono a peggiorare progressivamente: una persistente ipossia dei tessuti può provocare tachicardia, palpitazioni, vertigini e mancanza di concentrazione. A lungo andare, possono manifestarsi anche disturbi cardio-respiratori seri.

  • Nelle donne incinte, può aumentare il rischio di aborti spontanei o parti prematuri;
  • Nei bambini, può compromettere la crescita ponderale e lo sviluppo fisico-cognitivo;
  • Negli anziani, può aumentare la frequenza delle cadute e delle fratture ossee.

È quindi importante diagnosticare e trattare prontamente l’anemia sideropenica, per scongiurare l’insorgenza di pericolose complicanze a lungo termine. Una grave e protratta carenza di ferro può danneggiare diversi organi e apparati, con conseguenze permanenti.


Esami del sangue per l’anemia

La diagnosi di anemia sideropenica si basa sulla valutazione delle analisi del sangue. Si ricerca la presenza di anemia misurando i livelli di emoglobina, ematocrito e globuli rossi totali, e comparandoli con i principali valori standard per sesso ed età:

  • Uomini: emoglobina < 140 g/L, ematocrito < 42%, globuli rossi < 4,5 milioni/mcL;
  • Donne: emoglobina < 120 g/L, ematocrito < 37%, globuli rossi < 4 milioni/mcL.

A questo punto, specifici esami mirati consentono di discriminare se l’anemia è causata effettivamente da carenza di ferro: i test biochimici fondamentali comprendono la sideremia (che risulterà bassa), la capacità totale di legame del ferro (elevata) e la ferritina (molto bassa).

Giunti alla diagnosi, è essenziale procedere tempestivamente al corretto trattamento dell’anemia, una condizione pericolosa che può nascondere patologie più serie.

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