Disbiosi intestinale: cosa sapere su sintomi, cause e test

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L’alterazione della flora batterica, conosciuta come disbiosi, può portare a una serie di sintomi e disturbi che interessano vari sistemi, non solo quello gastrointestinale. Scopriamo cosa si intende per disbiosi intestinale, come riconoscere i segnali e quali esami effettuare.


Cosa sono eubiosi, disbiosi e asse intestino-cervello

Il microbiota intestinale è quell’insieme di microrganismi, principalmente batteri, che popola in modo naturale il nostro intestino. Questo complesso di specie microbiche viene spesso chiamato flora batterica, e la sua composizione equilibrata prende il nome di eubiosi.

Quando il microbiota è in uno stato di salute, i microrganismi benefici (batteri commensali) e quelli potenzialmente dannosi (batteri patobionti) coesistono in armonia, svolgendo importanti funzioni per l’organismo: la digestione, la produzione di vitamine, la difesa immunitaria.

La disbiosi intestinale (o dismicrobismo) rappresenta invece uno squilibrio della flora, che in genere prevede una riduzione di batteri “buoni”, una proliferazione di batteri “nocivi” o una scarsa diversità di specie. Questa condizione può essere ulteriormente classificata in:

  • Disbiosi fermentativa, che coinvolge l’intestino tenue e deriva dall’assunzione cronica di carboidrati raffinati o da sindromi di malassorbimento;
  • Disbiosi putrefattiva, che interessa soprattutto il colon ed è generalmente causata da un’eccessiva assunzione di grassi e proteine animali.

Una disbiosi prolungata può portare all’infiammazione dell’intestino, compromettendo la sua funzionalità e favorendo l’insorgenza di varie patologie gastrointestinali. Ma non solo!

Esiste infatti una relazione bidirezionale, nota come “asse intestino-cervello”, che collega il sistema nervoso enterico (a livello addominale) con il sistema nervoso centrale. È stato provato che questa connessione influenza il comportamento, le emozioni e la risposta allo stress: pertanto, la disbiosi può riflettersi negativamente persino sulla salute mentale.


Differenze tra disbiosi intestinale e altre condizioni

Sono diversi i disturbi che interessano l’intestino e la sua salute, ma possono non essere sempre chiare le differenze tra disbiosi intestinale, SIBO, intestino gocciolante e IBS:

  • La disbiosi intestinale si riferisce all’alterazione della flora batterica, in genere con una riduzione delle specie benefiche e una proliferazione di quelle dannose; può causare sintomi quali gonfiore, gas, stitichezza, affaticamento e problemi cutanei;
  • La SIBO (Small Intestinal Bacterial Overgrowth) prevede una crescita anomala di batteri nell’intestino tenue, normalmente presenti in quantità limitate; può provocare sintomi aggiuntivi quali diarrea, steatorrea, perdita di peso e carenze nutrizionali;
  • L’intestino gocciolante (Leaky Gut) descrive un aumento della permeabilità della barriera intestinale, che consente il passaggio di molecole nocive nel flusso sanguigno, causando infiammazione, reazioni autoimmuni e potenziali problemi neurologici;
  • La sindrome dell’intestino o del colon irritabile (IBS) è invece una diagnosi medica ben definita, caratterizzata da dolore addominale cronico, crampi e alterazioni dell’alvo.

Sintomi e segnali della disbiosi intestinale

I sintomi più comuni e riconoscibili della disbiosi intestinale riguardano proprio l’apparato gastrointestinale, manifestandosi con una combinazione variabile di:

  • Dolori e crampi addominali, con possibile gonfiore e distensione;
  • Difficoltà digestive, flatulenza e/o meteorismo eccessivo;
  • Diarrea o stitichezza (alternanza tra le due condizioni).

Questi disturbi sono causati dall’infiammazione dei villi intestinali, i quali non riescono ad assorbire correttamente le sostanze ingerite. Ma la disbiosi può manifestarsi anche con sintomi apparentemente scollegati, spesso sottovalutati, del sistema neurologico e immunitario:

  • Stanchezza cronica o affaticamento eccessivo;
  • Alterazioni del tono dell’umore, ansia o depressione;
  • Problemi dermatologici come psoriasi, eczema e orticaria;
  • Candidosi o infezioni ricorrenti di origine batterica;
  • Difficoltà di concentrazione e insonnia.

Cause principali e fattori di rischio

La disbiosi intestinale può insorgere per diverse ragioni. La prima fra tutte, però, in genere è un’alimentazione scorretta e poco bilanciata, che può alterare la composizione microbica

  • Il consumo di cibi ricchi di zuccheri raffinati, grassi saturi e additivi;
  • Una dieta carente di fibre provenienti da verdure, frutta, legumi e cereali.

Anche l’assunzione prolungata di antibiotici e altri farmaci è in grado di ridurre in modo significativo la diversità batterica della flora intestinale. Inoltre, anche infezioni o infiammazioni gastrointestinali causate da batteri, virus o parassiti possono portare a questa condizione.

Infine uno stile di vita poco sano, caratterizzato da alti livelli di stress, mancanza di attività fisica, l’abitudine al fumo e il consumo di alcol, aumenta ulteriormente il rischio di disbiosi.

È importante sottolineare che molti di questi fattori di rischio sono potenzialmente modificabili adottando alcune sane abitudini: un’alimentazione ricca di fibre e probiotici, la pratica regolare di attività fisica, metodi efficaci per gestire ansia e stress, l’eliminazione di fumo e alcolici.


Test diagnostici e possibili terapie

Per confermare la presenza di un’alterazione della flora batterica, è possibile effettuare:

  • L’analisi delle feci, che permette di valutare la composizione del microbiota;
  • Gli esami del sangue e delle urine, che consentono di misurare i principali marcatori di infiammazione, oppure di escludere intolleranze alimentari come la celiachia;
  • Ulteriori accertamenti: test del respiro, ecografia delle anse intestinali, colonscopia.

Una volta identificata la causa sottostante, si può procedere con le opportune terapie: il primo approccio per la cura della disbiosi intestinale prevede una modifica dello stile alimentare, eliminando o riducendo al minimo i cibi ultra-processati, gli zuccheri raffinati e i grassi saturi.

A Vicenza e provincia, il centro medico SE.FA.MO. offre un pacchetto esami dedicato al Benessere Intestinale: attraverso specifiche analisi del sangue, delle urine e delle feci è possibile individuare eventuali squilibri del microbiota e confermare una disbiosi intestinale.

Inoltre, nel nostro poliambulatorio effettuiamo visite specialistiche con oltre 70 medici professionisti in diversi ambiti, per offrire un percorso di cura su misura che mira a ripristinare la flora batterica intestinale attraverso i trattamenti più adeguati per ciascun paziente.

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